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	<title>iErasmus Italia &#187; viaggi</title>
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	<description>Studiare o lavorare all’estero: notizie per chi viene e chi va</description>
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		<title>A caccia di notti magiche: Londra, Berlino, Barcellona, Amsterdam, Parigi e&#8230; Firenze</title>
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		<pubDate>Sat, 01 May 2010 15:47:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[C’è una guerra che si gioca di notte e che ve­de contrapposte le  maggiori metropoli euro­pee: sotto il chiaro di luna e nell’afa dei club  si sfidano Londra, Parigi, Berlino, Amster­dam e Barcellona. È una  guerra nata per con­tendersi lo scettro di capitale culturale e del  divertimento, elementi che forgiano il dina­mismo di una città,  attraggono turismo e producono ricchezza. Nella contesa non mancano  colpi bassi e scippi di buone idee: come quella Notte Bianca, inventata  dal Co­mune di Parigi nel 2002, scopiazzata ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>C’è una guerra che si gioca di notte e che ve­de contrapposte le  maggiori metropoli euro­pee: sotto il chiaro di luna e nell’afa dei club  si sfidano Londra, Parigi, Berlino, Amster­dam e Barcellona. È una  guerra nata per con­tendersi lo scettro di capitale culturale e del  divertimento, elementi che forgiano il dina­mismo di una città,  attraggono turismo e producono ricchezza. Nella contesa non mancano  colpi bassi e scippi di buone idee: come quella Notte Bianca, inventata  dal Co­mune di Parigi nel 2002, scopiazzata in mez­zo mondo, da Roma a  Tokyo passando per Montreal, Toronto, New York, Miami, Hel­sinki,  Madrid, Bruxelles, Istanbul, Riga, Seul, quest’anno pure Amsterdam.  Stesso di­scorso per la Festa della Musica, altra creazione parigina, e  la Notte dei musei, Made in Berlin nel ‘97. Tutte ripro­dotte altrove  con successo.</p>
<p>Il terreno di scontro è particolare, sui generis è anche chi l’ha  studiato per primo: l’Ecole de Guerre Econo­mique di Parigi. Il centro  nasce nel 1997 da un incontro a dir poco im­probabile. Christian  Harbulot, ex maoista, militante della Gauche prolétarienne ed esperto<sub>.</sub> di guerriglia dell’informazione, incrocia il generale Pichot-Duclos,  guerra d’Algeria alle spalle e membro del Consiglio internazionale  del­la difesa. I due si piacciono, scatta l’intesa e da quella l’Ecole  de Guerre Economique, che a dicembre ha presentato il “Rapporto sulla  competitività notturna di Parigi”. Uno studio che compara la capitale  france­se a Amsterdam, Barcellona, Berlino e Lon­dra, le 4 mecche della  notte europea, città capaci di smuovere i suoi cittadini dal sofà ed  attrarre turisti da tutto il mondo produ­cendo cultura e generando uno  spettacola­re ritorno economico. Ognuna a modo suo: Berlino è  underground, Barcellona è fiesta, Amsterdam permissiva, Londra è sempre  viva e offre di tutto.</p>
<p>Il rapporto studia ogni città, ne valuta la vi­ta notturna, il suo  impatto economico e gli aspetti culturali, somma a queste varietà,  qualità e accessibilità dell’offerta, passa al se­taccio sicurezza,  frequenza e costo dei mezzi di trasporto, giudica l’impegno degli  ammi­nistratori locali e il livello degli eventi. Tira­te le somme,  Londra si conferma un mezzo gradino sopra il gruppo, ma Berlino,  Barcel­lona e Amsterdam seguono a ruota, nell’or­dine. Più lontana  Parigi.</p>
<p>«La capitale francese è vittima del suo suc­cesso», sentenzia  Harbulot. Troppo borghese e cara, poco creativa e vissuta dai suoi  stes­si abitanti. E così la capitale, prima destina­zione turistica del  pianeta, oggi langue di notte. Per qualche critico va ribattezzata co­me  la “capitale della noia”. La Francia pian­ge, ma l’Italia non ride. Le  nostre metropoli, strette tra una legislazione asfissiante, scarsa  tolleranza, limitata progettazione culturale e debole pianificazione  economica, non sono state nemmeno prese in considerazione nel­lo studio.  La notte è viva, ma altrove.</p>
<p>«Le città senza strategia sono spente», riflet­te Harbulot. «Dobbiamo  chiederci perché viviamo, cosa vogliamo, uscire dai ghetti ur­bani,  dalle città fatte per i ricchi. Definire una strategia che abbia  un’anima, non solo un’economia», spiega il direttore dell’Ecole de  guerre economique.</p>
<p>Anima ed economia, una che tira l’altra. Per­ché una notte che  funziona è un polmone per la città. Non basta sommare il giro di affari  di bar; club e sale da concerto. Per fare un bi­lancio bisogna annettere  l’indotto, le spese per ristoranti, hotel, trasporti, abiti e  acces­sori comprati per la notte. La bibbia è il rap­porto “The $9  Billion Economic impact of the Nightlife of New York City”, studio  uni­co al mondo che somma tutto ciò che si muo­ve intorno alla notte  della Grande Mela. II ri­sultato è interessante: la cifra d’affari degli  stabilimenti notturni rappresenta 1,3 miliar­di di dollari, bella  cifra, ma è solo il 13 % dei 9,8 miliardi prodotti dalla vita notturna  in totale. E anche i 19.400 lavoratori censiti so­no solo il 20% dei  95.500 impieghi generati dalle spese dei nottambuli. Le cifre non sono  esportabili ad altre città, ma permettono di definire un ordine di  grandezza. La notte di Barcellona occupa il 6% della forza lavoro della  capitale catalana, quanto banche ed edilizia. A Londra l’8%. Dietro alla  notte c’è una miniera, con filoni da seguire e sfrutta­re. «Gli spazi  della vita e cultura notturna», continua l’esperto, «sono stati sempre  essen­ziali. Ancor più ora che le città hanno economie funzionanti 24  ore su 24, 7 giorni su 7». E che il turismo è cambiato.</p>
<p>Dal 2000 è emerso il fenomeno dei city bre­ak, viaggi rapidi che  puntano le città e snob­bano le altre destinazioni tradizionali. Il  rap­porto 2009 European cities visitors certifica questo successo: dal  2002 al 2007 il numero di notti passate nelle città europee è aumen­tato  del 25,6% mentre la crescita globale del turismo nella Ue si è fermata  al 7%. Una bel­la differenza. I city breaker programmano i loro viaggi  una-due settimane prima, pren­dono voli low cost, si fermano in media un  paio di giorni, spendono di più in meno tem­po e tornano spesso “sul  luogo del crimine”. Un modello di turismo che patisce la crisi me­no  degli altri. I city breaker prima di decider­si guardano alle mostre, ai  concerti, ai club e agli eventi che è in grado di offrire una città.  «L’offerta della vita notturna», assicura il rapporto, «è uno dei  criteri che concorre a scegliere una destinazione». Quale?</p>
<p><strong>Povera ma sexy</strong>. “Arm aber sexy” è lo slogan coniato  dal sindaco Klaus Wowereit per lan­ciare Berlino nel mondo. È realistico  e fun­ziona. L’unica capitale europea che ha un Pil pro capite  inferiore a quello nazionale è di­ventata una calamita di flussi  turistici. «Qui c’è la vita culturale più stravagante che si pos­sa  immaginare», diceva negli anni Settanta David Bowie. Da allora è finita  la Ddr ed è iniziata l’era della techno. Il Berghain, rein­carnazione  della mitica disco gay Ostgut, è oggi il miglior club del mondo, scelto  da una selezione di dj di tutto il pianeta davanti al Fabric di Londra e  allo Space di Ibiza. In ot­tava posizione c’è un altro locale  berlinese, il Watergate, ma la città pullula di luoghi sacri per i  pellegrini dell’elettronica, come il Tresor, il Kit kat club, e prima  ancora il WMF, l’Ufo, 1′E-Werk. Senza contare le decine di lo­cali  abusivi underground, vero polmone creativo della capitale tedesca. Altra  caratte­ristica berlinese, la metamorfosi. «Parigi sa­rà sempre Parigi,  Berlino non sarà mai Berli­no», soleva dire Jack Lang, per un decennio  ministro della cultura francese. Il Kitkatclub ha cambiato 4 volte  indirizzo, trasferendosi, al pari del Tresor e del Berghain, nel  quartie­re di Mitte, nell’ex Ddr. È questo adesso il centro della scena  berlinese, seguito dal di­stretto di Friedrichshain/Kreuzberg. Qui si  trova il Cassiopeia, antico bastione punk, il Watergate e il S036.  Berlino è una città che non si ferma, in cui non ci sono orari (il  Ber­ghain ha la fama di aprire ogni tanto il gio­vedì e chiudere il  lunedì mattina), in cui non ci sono codici per entrare nei locali, in  cui c’è totale tolleranzadei costumi sessuali,in cui fumarsi  uno spinello non è un problema, non si respira insicurezza e i trasporti  notturni sono efficienti. Per scoprire la notte, fate attenzione ai  volantini. Altro particolare, sindaco e governo federale si sono  impegnati per esportare l’immagine giovanile della città, appoggiando  eventi come la Notte europea dei Club. Nata nel 2007, ogni aprile fa  affluire nella capitale tedesca dj dai 27 paesi della Ue per più di 100  spettacoli. Una città dinamica, con un rischio: quello di imborghesirsi e  perdere la sua anima iper-creativa. La lotta del comune ai locali  abusivi, con il sostegno di quelli legali, è un segnale preoccupante.  Alcune serate sono tenute segrete per evitare la ressa di turisti.  Povera ma sexy, per quanto ancora?</p>
<p><strong>Professione Sindaco di notte. </strong>Kristel Mutsters e  Josine Neyman sono state elette due anni fa  ”Sindaco di notte” di  Amsterdam, una carica unica al mondo. «Il nostro più grande successo è  aver lanciato la Notte Bianca», spiega Kristel. La prima andrà in scena  il 19 giugno 2010, ma loro avranno mollato prima, il mandato scade a  febbraio. Il nuovo Sindaco verrà scelto come Miss Italia: votato dagli  addetti ai lavori e dal pubblico. Il nostro compito è quello di rendere  gli amministratori più coscienti dell’im­portanza della vita notturna:  non pos­siamo cambiare le leggi, ma le opinioni».</p>
<p>E Amsterdam è famosa per le sue vetrine e i suoi coffee shop, ma è  anche una delle prime destinazioni del turismo gay e una città che  investe nella prevenzione educando alla vita notturna. Il Comune  organizza infatti feste, anche con alcolici, per ragazzi dai 10 ai 14  anni. Pulizia, accoglienza, trasporti efficien­ti, prezzi accessibili,  sono le caratteristiche della vita notturna della capitale olandese. I  numeri sono 1.215 bar e caffè, 36 club, 55 sale da concerti, un’opera  per un totale di 16 mila spettacoli all’anno. Luoghi mitici pochi, il  Paradiso. L’offerta musicale non è infatti di altissimo livello,  superata dalla vicina Rot­terdam, rivale insidioso.</p>
<p><strong>Fiesta, per tutti </strong>i <strong>gusti. </strong>Calda e  dinamica, la ca­pitale catalana non ha da offrire ai nottam­buli  discoteche di fama mondiale, ma un’at­mosfera festiva distillata in  oltre 200 club, il più famoso il Velvet, e centinaia di bar. Tanti  locali per molte anime, ben distribuite nel tessuto urbano. Il quartiere  dì Gracia è ribel­le e giovanile, Gaixample accoglie locali gav, il  Raval è eclettico e internazionale, il quar­tiere Gotico, polmone della  città vecchia, ospita la scena jazz e indie, il Poble Nou le  mega-discoteche e il Porto olimpico un am­biente più o meno sofisticato a  due passi dal mare… tante opzioni per una scena varia, anche se tirando  le somme quanto a musica prevale l’elettronica. I prezzi sono  accessibi­li, i locali e i negozi aperti tutta la notte, i tra­sporti  ottimi. E poi ci sono i grandi eventi in­ternazionali, su tutti il  Sonar. Nato nel 1994, questo Festival di punta dell’elettronica e  dell’arte visuale fa confluire in Catalogna ogni giugno oltre 100 mila  persone. Anche il Primavera Sound, mix di rock ed elettroni­ca, si sta  ritagliando un ruolo importante nel­la scena internazionale. Dietro al  successo di Barcellona, che attira oltre 15 milioni di turisti all’anno,  la forte volontà degli amministratori di rivoltare la città, sia con le  Olimpiadi del 1992 che con il Forum universale delle culture del 2004. E  il potere politico è molto attivo anche nel promuovere la notte. Punto  debole: la sensazione di insicurezza, più forte dei sette poliziotti per  kmq.</p>
<p><strong>24 Hours City.</strong> Lo slogan è stato copiato da New  York, ma poco impor­ta. Contano i fatti, Lon­dra è aperta 24 ore al  giorno. L’offerta è per tutti i gusti: 240 night club a cui vanno  som­mati 600 disco-bar e 3.800 pub. Il tutto per una cifra d’affari  diret­ta di oltre 2,4 miliardi di sterline all’anno, 2,66 miliardi di  euro, a cui va sommato l’in­dotto. Altri numeri: ogni sabato oltre  mez­zo milione di giovani vanno regolarmente in discoteca, più di tutte  le persone che in una settimana visitano le 10 maggiori attrazioni  turistiche della città. Oggi la culture club è a ragione parte  integrante della cultura tradi­zionale londinese. Fabric e Turnmills  sono due dei migliori club del mondo, entrambi di casa a Londra.  D’altronde quando la bassa stagione cala su Ibiza, la capitale  britannica diventa il punto di riferimento mondiale del­la musica house.  Il West end, intorno a Soho e Covent Garden, è il polmone massificato  della notte. Quartiere vivi anche London Bridge, Shoreditch e Islington.  Il coinvolgi­mento anima e corpo della Great London Autorithy nello  sviluppo della vita notturna e le opportunità offerte dai Giochi  olimpici del 2012 assicurano a Londra un radioso fu­turo, pur non esente  da macchie: i nottam­buli devono fare i conti con prezzi eccessivi,  risse e vandalismo.</p>
<p><strong>La movida? È a Firenze.</strong></p>
<p>Firenze frizza. La pedonalizzazione di piazza del Duomo fa rinascere  la voglia di guardarsi intorno. Proliferano i progetti giovanili:  giornali, fanzine, etichette come Black Candy o Pippola Music. Perfino  la biblioteca comunale delle Oblate, con la caffetteria sulla cupola del  Duomo, apre a volte la notte, tanto è diventata punto di incontro.</p>
<p>Calato il sole, la città diventa luogo di nomadismo notturno. Una  nuova effervescenza di cui è stata simbolo la notte di Capodanno: doppio  concertone in piazza Stazione a Firenze e in piazza Maggiore a Bologna  con scambio di cantanti e nottambuli in mezz’ora con l’alta velocità:  Lucio Dalla, i Negrita, a Firenze anche Irene Grandi.</p>
<p>Si balla sempre più nello storico Tenax, al suono di dj  internazionali, soprattutto nei sabati “Nobody is perfect”. Si balla o  si ascoltano band, rock e gruppi beat al Viper, locale delle periferiche  Piagge che una volta al mese ospita Queer Aboard, serata gay. Vive una  nuova <em>stagione lo Space Electronic </em><em>di </em><em>via  Palazzuolo, a suon di hip hop, </em>rap e giovanissimi. Alla Flog, nel  quartiere dei Poggetto a Rifredi, <em>i ragazzi ascoltano rock, jazz,  reggae dal giovedì al sabato a soli 5 </em>euro. Interi quartieri a  ridosso del centro sono ormai salotti, tra bar, locali e ristoranti: da  San Niccolò a Santa Croce. L’ultimo grido però <em>è “festa e arte”. Le  iniziative del nuovo centro </em><em>di </em><em>arte contemporanea </em>Ex3  vedono, a viale Giannotti, folle trasversali e che occupano interni ed  esterni fino a notte. La più affollata, l’ultima serata con il jazz di  Bili Frisell e Don Byron.</p>
<p>Nemmeno in libreria si spengono le luci: in Oltrarno si ascolta  musica e si spillucca alla Citè di Borgo San Frediano. La più intima  Cuculia, di via dei Serragli, offre libri, ristorante e mostre.  Strapieno il Teatro del sale di via dei Macci, che abbina cena e  spettacolo. E dopo, non si rinuncia ad andare di bar in bar, al Negroni o  allo Zoe in via dei Renai, al Dolce Vita in piazza del Carmine, nei  locali di Santa Croce dove gli studenti Usa vanno al Red Garter, il  popolo gay <em>allo Yag bar di via dei Macci, il popolo misto al Piccolo  Caffè </em>di Borgo Santa Croce o al Mojo di via dei Benci. Si beve,  mangia e ascolta musica nello scenografico Cavalli club a ridosso della  chiesa dei Carmine e degli affreschi di Masaccio.             Ilaria<strong> </strong>Ciuti</p>
<p>Articolo di Alberto D’Argenzio pubblicato su L’Espresso, tratto da <a title="http://www.avisoaperto.it/?p=5277" href="http://www.avisoaperto.it/?p=5277" target="_blank">http://www.avisoaperto.it/?p=5277</a></p>


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		<title>Turisti a pedali, il 9 maggio c&#8217;è la Giornata Nazionale della bicicletta!</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Apr 2010 15:25:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>qualcuna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un’iniziativa voluta dal ministero dell’Ambiente per sottolineare  come una mobilità alternativa ed ecocompatibile può essere  effettivamente realizzabile. Questo è il sottotitolo della Giornata  della bicicletta, fissata per domenica 9 maggio 2010.
L’evento, che credo celebri la sua prima edizione, si presenta come un’occasione  di festa e di riappropriazione da parte della popolazione delle proprie  città, troppo spesso preda del traffico caotico e inquinante e dalle  quali ci si allontana durante il week end per “cambiare aria”, ma anche  un momento di rilancio degli spazi ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un’iniziativa voluta dal ministero dell’Ambiente per sottolineare  come una mobilità alternativa ed ecocompatibile può essere  effettivamente realizzabile. Questo è il sottotitolo della <a href="http://giornatadellabicicletta.minambiente.it/?costante_pagina=home&amp;id_lingua=2">Giornata  della bicicletta</a>, fissata per domenica 9 maggio 2010.</p>
<p>L’evento, che credo celebri la sua prima edizione, si presenta come <em>un’occasione  di festa e di riappropriazione da parte della popolazione delle proprie  città, troppo spesso preda del traffico caotico e inquinante e dalle  quali ci si allontana durante il week end per “cambiare aria”, ma anche  un momento di rilancio degli spazi della socialità urbana.</em></p>
<p>E allora vediamo cosa prevede il programma della Giornata… In Umbria  ci sarà <strong>Bevagna in bicicletta</strong>, un itinerario lungo la  pista ciclabile Spoleto &#8211; Assisi.  A <strong>Montepulciano</strong>:  Visita e passeggiata con conferenza a Villa Passerini, Villa Le  Capezzine e Istituto Agrario Vegni. Ad Alessandria	si partirà per un <strong>Viaggio  in bicicletta attraverso la memoria di Alessandria</strong>…dal Platano  di Napoleone alla Valfrè ed a piazza Garibaldi fino alla Cittadella…per  ripartire verso nuovi orizzonti. A Teramo <strong> Biciamoci in Città</strong>.  Incontriamoci su due ruote &#8211; Passeggiata in bicicletta in centro  storico. <a href="http://giornatadellabicicletta.minambiente.it/?costante_pagina=calendario_eventi&amp;id_lingua=2">Qui</a> trovate il calendario completo degli eventi suddivisi per regione.</p>
<p>Fonte: <a title="http://www.travelblog.it/post/10112/turisti-a-pedali-il-9-maggio-ce-la-giornata-nazionale-della-bicicletta?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=Feed%3A+travelblog%2Fit+%28travelblog%29" href="http://www.travelblog.it/post/10112/turisti-a-pedali-il-9-maggio-ce-la-giornata-nazionale-della-bicicletta?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=Feed%3A+travelblog%2Fit+%28travelblog%29" target="_blank">www.travelblog.it</a></p>


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		<title>Google Maps. Arrivano le indicazioni stradali per altre 111 nazioni!!!</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Apr 2010 16:50:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ottime notizie per i viaggiatori che utilizzano Google Maps e Google Earth per  pianificare i propri itinerari, o per ricercare informazioni su  percorsi e strade mentre sono in viaggio.
Il motore di ricerca ha infatti annunciato, poche ore fa, di avere  aggiunto la possibilità di effettuare ricerche su strade e percorsi per  un buon numero di paesi. E con buon numero, si intende veramente un  numero buono. Sono ben 111, infatti, le nazioni aggiunte, in  tutto il mondo. Tra di esse, qualche paese europeo non ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ottime notizie per i viaggiatori che utilizzano <a href="http://www.travelblog.it/cerca/Google%20Maps">Google Maps</a> e <a href="http://www.travelblog.it/cerca/Google%Earth">Google Earth</a> per  pianificare i propri itinerari, o per ricercare informazioni su  percorsi e strade mentre sono in viaggio.</p>
<p>Il motore di ricerca ha infatti annunciato, poche ore fa, di avere  aggiunto la possibilità di effettuare ricerche su strade e percorsi per  un buon numero di paesi. E con buon numero, si intende veramente un  numero buono. <strong>Sono ben 111, infatti, le nazioni aggiunte, in  tutto il mondo</strong>. Tra di esse, qualche paese europeo non ancora  mappato, quali Armenia, Islanda, Malta, Isole Fær Øer; paesi  nordafricani, quali Marocco, Tunisia, Libia; decine e decine di isole  più o meno grandi e molti stati asiatici, africani e sudamericani. E’  presente pure la Groenlandia!</p>
<p><a href="http://google-latlong.blogspot.com/2010/04/world-just-became-smaller-driving.html">L’elenco  completo lo trovate nell’annuncio di Google</a>. Certo che ha  dell’incredibile pensare che la maggior parte di queste nuove mappe è  stata realizzata da normali utenti attraverso il servizio <a href="http://www.google.com/mapmaker">MapMaker</a> messo loro a  disposizione da Google. Potenza delle rete!</p>
<p>Fonte: <a title="http://www.travelblog.it/post/10065/google-maps-arrivano-le-indicazioni-stradali-per-altre-111-nazioni?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=Feed%3A+travelblog%2Fit+%28travelblog%29" href="http://www.travelblog.it/post/10065/google-maps-arrivano-le-indicazioni-stradali-per-altre-111-nazioni?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=Feed%3A+travelblog%2Fit+%28travelblog%29" target="_blank">http://www.travelblog.it/post/10065/google-maps-arrivano-le-indicazioni-stradali-per-altre-111-nazioni</a></p>


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		<title>Bergamo e Craiova più vicine grazie a università e voli aerei</title>
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		<comments>http://www.ierasmus.com/italia/viaggi/bergamo-e-craiova-piu-vicine-grazie-a-universita-e-voli-aerei/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 10 Apr 2010 13:30:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>qualcuna</dc:creator>
				<category><![CDATA[università]]></category>
		<category><![CDATA[viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Bergamo]]></category>
		<category><![CDATA[Craiova]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;Università degli Studi di Bergamo e l&#8217;Università di Craiova, in  Romania, hanno manifestato il proprio interesse a una collaborazione  scientifica e didattica al fine di promuovere attività di formazione e  ricerca. Pertanto hanno iniziato nel 2009 i rapporti bilaterali  all&#8217;interno del Programma LLP-Erasmus che prevede scambi di docenti e  studenti.
Entra ora in vigore invece un accordo quadro tra le  due Università, che rappresenta la volontà di collaborare in modo  diretto e strutturale per progetti internazionali in ambito didattico e  scientifico. L&#8217;accordo quadro, ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Università degli Studi di Bergamo e l&#8217;Università di Craiova, in  Romania, hanno manifestato il proprio interesse a una collaborazione  scientifica e didattica al fine di promuovere attività di formazione e  ricerca. Pertanto hanno iniziato nel 2009 i rapporti bilaterali  all&#8217;interno del Programma LLP-Erasmus che prevede scambi di docenti e  studenti.</p>
<p>Entra ora in vigore invece un accordo quadro tra le  due Università, che rappresenta la volontà di collaborare in modo  diretto e strutturale per progetti internazionali in ambito didattico e  scientifico. L&#8217;accordo quadro, siglato nelle due sedi dai rettori prof.  Stefano Paleari e prof. Ion Vladimirescu, prevede un&#8217;ampia  collaborazione: dallo scambio di docenti e ricercatori ad attività di  ricerca congiunte, a scambi di materiali bibliografici e scientifici.</p>
<p>La  collaborazione, promossa per l&#8217;ateneo bergamasco dalla prof. Piera  Molinelli e per quello rumeno dalla prof. Adriana Costachescu,  attualmente è attiva nei campi di ricerca relativi alle discipline  linguistiche e alla didattica delle lingue straniere, in riferimento  soprattutto all&#8217;italiano e al rumeno.</p>
<p>Tuttavia la collaborazione  tra le due università è destinata ad ampliarsi, visto l&#8217;interesse  manifestato da altri ricercatori di entrambe le sedi. L&#8217;Università di  Craiova, fondata nel 1947,  con 20 facoltà e 32 mila studenti, ha  accolto con grande interesse la collaborazione con l&#8217;ateneo bergamasco,  dato l&#8217;alto numero di allievi che coniugano lo studio della  lingua  italiana e la specificità di diversi ambiti, umanistici e scientifici.</p>
<p>Al  gemellaggio intercorso tra l&#8217;università degli studi di Bergamo e  l&#8217;ateneo di Craiova fa seguito l&#8217;attivazione del collegamento tra  l&#8217;aeroporto di Orio al Serio e la stessa città universitaria rumena, che  la compagnia aerea Carpatair opererà a partire dal 24 maggio 2010.</p>
<p>Nella  rete dei collegamenti offerti dall&#8217;aeroporto di Bergamo Orio al Serio  figurano destinazioni che consentono il continuo sviluppo di relazioni,  intese come rapporti di reciprocità, con il territorio bergamasco, e più  estesamente della Lombardia, generando interessi ed attrattività a vari  livelli. La quasi totalità delle città collegate con l&#8217;Aeroporto di  Orio al Serio risulta avere una sede universitaria, alcune di lunga  tradizione.</p>
<p>Per tale motivo, accanto ai flussi turistici e agli  spostamenti indotti da motivi legati alle attività economiche,  professionali e lavorative, è in continua crescita la componente degli  studenti e docenti universitari che transitano dallo scalo bergamasco  nel quadro di percorsi accademici che prevedono programmi di  interscambio tra atenei.</p>
<p>Un fenomeno da interpretare in modo  positivo, che esalta la funzione dell&#8217;aeroporto come porta d&#8217;ingresso da  e per l&#8217;Europa e più estesamente l&#8217;area mediterranea, confermando  l&#8217;importanza per l&#8217;università di poter disporre di un&#8217;infrastruttura di  collegamento in grado di agevolare l&#8217;allargamento del raggio di azione  delle attività accademiche e i contatti con atenei di altri Paesi.</p>
<p>Le  attività di interscambio a beneficio delle componenti universitarie  sono favorite dalle possibilità di pianificare opportunamente i  trasferimenti usufruendo delle tariffe a basso costo e delle migliori e  più confortevoli soluzioni di viaggio in aereo.   La città rumena di  Craiova è situata nella regione dell&#8217;Oltenia e dotata di un aeroporto di  grande importanza logistica essendo ubicato a poca distanza dal confine  nord della Bulgaria e da quello orientale della Serbia Montenegro.</p>
<p>Il  volo diretto tra Bergamo Orio al Serio e Craiova è programmato nei  giorni di lunedì e giovedì con partenza alle 18,50 e arrivo alle 21,50  ora locale. Il decollo dalla città rumena è fissato alle 17 (ora locale)  con arrivo a Bergamo alle 18,10. Oltre al volo bisettimanale diretto,  l&#8217;aeroporto di Craiova resterà collegato da lunedì a sabato con volo  Carpatair che prevede lo scalo intermedio a Timisoara.</p>
<p>Fonte: <a title="http://www.ecodibergamo.it/stories/Bergamo%20citt%C3%A0/126697_bergamo_e_craiova_pi_vicine/" href="http://www.ecodibergamo.it/stories/Bergamo%20citt%C3%A0/126697_bergamo_e_craiova_pi_vicine/" target="_blank">http://www.ecodibergamo.it/</a></p>


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		<title>Parte la community 1bed4you</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Mar 2010 12:51:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>qualcuna</dc:creator>
				<category><![CDATA[viaggi]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo staff di 1bed4u è lieto di  comunicare che  è finalmente attiva la nostra travel community.
Alcuni studenti  spinti dall’interrogativo    su  quale fosse il  modo più semplice  e meno costoso  di viaggiare  e conoscere il mondo hanno creato 1bed4u  un network  internazionale che mira a mettere in contatto ragazzi di tutto il mondo per  vivere una vera esperienza di vita, evitando di affrontare spese per  l’alloggio.
Il sito di scambio ospitalità www.1bed4u.com &#60;http://www.1bed4u.com/&#62;   è  completamente GRATUITO e per accedervi  è fondamentale   iscriversi  e  mettere ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo staff di 1bed4u è lieto di  comunicare che  è finalmente attiva la nostra travel community.<br />
Alcuni studenti  spinti dall’interrogativo    su  quale fosse il  modo più semplice  e meno costoso  di viaggiare  e conoscere il mondo hanno creato 1bed4u  un network  internazionale che mira a mettere in contatto ragazzi di tutto il mondo per  vivere una vera esperienza di vita, evitando di affrontare spese per  l’alloggio.</p>
<p>Il sito di scambio ospitalità <a href="http://www.1bed4u.com/" target="_blank">www.1bed4u.com</a> &lt;<a title="http://www.1bed4u.com/" href="http://www.1bed4u.com/" target="_blank">http://www.1bed4u.com/</a>&gt;   è  completamente <strong>GRATUITO</strong> e per accedervi  è fondamentale   iscriversi  e  mettere a disposizione il proprio posto letto  (divano letto o altro alloggio ) descrivendolo  dettagliatamente.</p>
<p>In questo modo si ha la possibilità di contattare  altri amici  che a loro volta offriranno  una sistemazione. Per la  riuscita del progetto  sono fondamentali  <strong>sincerità e fiducia da  parte di tutti gli utenti</strong>.</p>
<p>Il network ha la prospettiva futura di allargare i propri confini non  solo arrivando a coprire tutte le maggiori destinazioni europee ma anche i molti  paesi e città del mondo confermandosi una <strong>travel-community</strong> internazionale.</p>
<p>(comunicato stampa)</p>


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		<title>Ecco le &#8220;guide teens&#8221; per giovani viaggiatori</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Feb 2010 18:21:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>qualcuna</dc:creator>
				<category><![CDATA[viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>

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		<description><![CDATA[Sarà stato l’Erasmus o saranno stati i voli low cost che con venti euro portano da Milano a Londra, sta di fatto che ormai i viaggiatori teenagers sono una fondamentale fetta di mercato per il turismo. E se ne deve essere accorto anche l’editore più storico e specializzato in guide turistiche, se in libreria circolano da poche settimana le guide Teens. Vere e proprie guide turistiche, firmate dal “classico” Touring Editore, ma pensate e scritte proprio per i viaggiatori under 20, quelli che partono con i voli low cost e ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Sarà stato l’Erasmus o saranno stati i voli low cost che con venti euro portano da Milano a Londra, sta di fatto che ormai i viaggiatori teenagers sono una fondamentale fetta di mercato per il turismo.</strong> E se ne deve essere accorto anche l’editore più storico e specializzato in guide turistiche, se in libreria circolano da poche settimana le guide Teens. <strong>Vere e proprie guide turistiche, firmate dal “classico” Touring Editore, ma pensate e scritte proprio per i viaggiatori under 20,</strong> quelli che partono con i voli low cost e che mai si muoverebbero con un una tradizionale guida sotto il braccio. La nuova collana è partita con le prime due destinazioni cool: Londra e Barcellona.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il gioco letterario è ovviamente in stile teens. Un under 20 italiano va ospite da un coetaneo indigeno e il racconto della settimana diventa la guida.</strong> Il linguaggio? Preso a prestito dal mondo tecnologico: web, you tube, Facebook. Quindi Laura che va ospite da Jenny a Londra e al ritorno non può che creare un blog sulla capitale inglese, Marco che va ospite da Joaquin a Barcellona e svela tutto sulla città in un continuo scambio di email.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Così la guida è un racconto di vita vera, vissuta con i coetanei del posto.</strong> Si inizia a capire lo stile già dalla pagina sui preparativi: Laura va a vedere, ed elenca sul suo blog, tutti i siti che danno informazioni sulla vita notturna a Londra e nomina tutte le cards che danno sconti e aprono porte ai giovani nella capitale inglese.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Poi il viaggio e le prime pagine, dedicate all’ambientamento.</strong> Ci viene raccontata come è una casa indigena, che riviste si vedono in giro per il salotto, quali programmi televisivi si guardano la sera. Ma anche come ci si presenta, che giochi si fanno con gli amici, come sono le scuole. Tutte informazioni “sociali” che fanno entrare il viaggiatore nel mondo del suo coetaneo del posto. Ampio spazio ovviamente alle “serate”: consigli di posti provati per la cena e il dopocena e la presentazione dei personaggio imperdibili della città.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Parte a questo punto la guida turistica più tradizionale, che di tradizionale ha però solo l’immagine della classica cartina, divisa per quartieri e punti d’interesse.</strong> Sette itinerari per sette giorni. E lo stile è quello: il racconto in presa diretta dei posti da vedere, le curiosità per il viaggiatore giovane, i posti ideali e a buon mercato per una sosta o per comprare games, musica o l’abbigliamento giusto. Non mancano le informazioni pratiche (orari d’apertura dei musei, costo dell’ingresso) e storiche. Laura a Trafalgar Square ascolta dalla sua guida Janny tutto sull’ammiraglio Nelson e la sua sorte. I musei sono scalettati per una visita rapida, ma efficace. Poi ci sono i contenuti speciali: pagine sullo slang giovanile, sulle feste da non perdere e i dintorni da concedersi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Genitori non siate scettici: non immaginate un romanzetto per viaggiatori svogliati senza guida in valigia.</strong> Queste sono guide vere e proprie, ma che non annoiano. Il messaggio è chiaro: ad ogni età la sua guida….Gli under 20 in giro per le città del mondo con una guida Touring sotto il braccio, chi l’avrebbe mai detto.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte:<a title="http://www.affaritaliani.it/culturaspettacoli/guide_teens201009.html" href="http://www.affaritaliani.it/culturaspettacoli/guide_teens201009.html" target="_blank"> http://www.affaritaliani.it/</a></p>


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		<title>Torino. Mostra fotografica “IL MIRAMONDO: Fosco Maraini. Sessanta anni di fotografia”. Fino al 24 gennaio</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jan 2010 12:48:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>qualcuna</dc:creator>
				<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Torino]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Museo Clizia ospita fino al 24 gennaio 2010 la mostra IL MIRAMONDO – Fosco Maraini, sessanta anni di fotografia, curata e promossa dal Gabinetto G.P. Vieusseux di Firenze in collaborazione con Fondazione 900 e presentata a Chivasso in occasione della VI edizione del Festival Internazionale di Letteratura I LUOGHI DELLE PAROLE (19-25 ottobre).
Fosco Maraini grande intellettuale e filosofo nato a Firenze nel 1912, scoprì il fascino della fotografia giovanissimo esponendo a soli 18 anni alla Mostra Nazionale di Fotografia Futurista di Roma. Il viaggio fu la sua condizione di ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>Museo Clizia</strong> ospita <strong>fino al 24 gennaio 2010</strong> la mostra<strong><em> IL MIRAMONDO – Fosco Maraini, sessanta anni di fotografia</em></strong>, curata e promossa dal Gabinetto G.P. Vieusseux di Firenze in collaborazione con Fondazione 900 e presentata a Chivasso in occasione della VI edizione del Festival Internazionale di Letteratura I LUOGHI DELLE PAROLE (19-25 ottobre).<br />
Fosco Maraini grande intellettuale e filosofo nato a Firenze nel 1912, scoprì il fascino della fotografia giovanissimo esponendo a soli 18 anni alla Mostra Nazionale di Fotografia Futurista di Roma. Il viaggio fu la sua condizione di vita e la fotografia divenne per lui una sorta di diario dei ricordi dei luoghi lontani e ancora ai più sconosciuti che visitò; in particolare il Giappone dove visse a lungo, ma anche Turchia, Israele, Pakistan, India, Nepal, Thailandia, Cambogia, Cina e Corea.<br />
La mostra offre una <strong>visione inedita sul mondo</strong>, sulla natura e sull’universo umano al quale Maraini guarda con curiosità e tenerezza; le immagini, di eccezionale potenza evocativa, sono sovente accompagnate da un titolo e da commenti che ne rafforzano il significato.<br />
A Chivasso sarà esposta una selezione di centoquaranta immagini in bianco e nero, una raccolta di fotografie suddivise secondo cinque temi universali: Paradossi, sorprese, allegrie – Luoghi, climi, orizzonti – Volti, gesti, profili – Strade, incontri, occasioni – Fedi, riti, speranze. A dimostrazione del fatto che l’unicità dell’uomo e la forza dei suoi sentimenti travalica le montagne e annulla le frontiere; e dunque i sorrisi così come le smorfie di fatica, la gioia così come il turbamento sono gli stessi dal Giappone alla Turchia, in Italia come in Pakistan.<br />
La mostra è corredata di un catalogo, edito da Pagliai/Polistampa, con saggi introduttivi di Maurizio Bossi, Franco Marcoaldi, Gian Carlo Calza, Paolo Campione, Cosimo Chiarelli e Fosco Maraini.<br />
L’ingresso è libero.</p>
<p>Consulta il <a href="http://www.fondazione900.it/www.fondazione900.it/maraini.html">sito</a></p>
<p><strong>Informazioni:</strong><br />
Palazzo “Luigi Einaudi”<br />
Lungo Piazza D’Armi 6 Chivasso (To)<br />
Tel: 011 9103591<img src="chrome://skype_ff_toolbar_win/content/cb_transparent_r.gif" alt="" height="11" /><br />
Fax: 011 9173764<br />
<a href="mailto:info@fondazione900.it">info@fondazione900.it</a></p>
<p>Fonte: <a title="http://www.tafter.it/2010/01/15/torino-mostra-fotografica-il-miramondo-fosco-maraini-sessanta-anni-di-fotografia-fino-al-24-gennaio/" href="http://www.tafter.it/2010/01/15/torino-mostra-fotografica-il-miramondo-fosco-maraini-sessanta-anni-di-fotografia-fino-al-24-gennaio/" target="_blank">www.tafter.it</a></p>


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		<title>Le immagini del Travel Photographer of the Year 2009</title>
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		<pubDate>Thu, 31 Dec 2009 15:33:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>qualcuna</dc:creator>
				<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>

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		<description><![CDATA[Coloro che abbinano la passione per i viaggi a quella per la  fotografia troveranno senz’altro molto interessante i risultati del  concorso fotografico International  Travel Photographer of the Year 2009, vinto da G.M.B.Akash.
Il fotografo del Bangladesh ha partecipato alla competizione con  delle immagini intitolate Tornando a casa, che riprendono dei  pendolari mentre guadagnano la via del ritorno a bordo, anzi sopra, dei  convogli ferroviari sovraffollati e carichi di umanità.
Da non perdere anche le opere di Courtney Krawec, una ragazza  australiana di 15 anni che ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Coloro che abbinano la passione per i viaggi a quella per la  fotografia troveranno senz’altro molto interessante i risultati del  concorso fotografico<a href="http://www.tpoty.com/"> International  Travel Photographer of the Year 2009</a>, vinto da G.M.B.Akash.</p>
<p>Il fotografo del Bangladesh ha partecipato alla competizione con  delle immagini intitolate <em>Tornando a casa</em>, che riprendono dei  pendolari mentre guadagnano la via del ritorno a bordo, anzi sopra, dei  convogli ferroviari sovraffollati e carichi di umanità.</p>
<p>Da non perdere anche le opere di Courtney Krawec, una ragazza  australiana di 15 anni che si è guadagnata il titolo di Young Travel  Photographer of the Year 2009.</p>
<p>Se vi trovate a passare da Londra tra il 29 e il 31 gennaio, potrete  ammirare queste fotografie nell’esposizione <strong>Adventure Travel  Live</strong> che verrà allestita negli <a href="http://www.horticultural-halls.co.uk/">Royal Horticultural Halls</a>.</p>
<p>Fonte: <a title="http://www.travelblog.it/post/9301/le-immagini-del-travel-photographer-of-the-year-2009?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=Feed%3A+travelblog%2Fit+%28travelblog%29" href="http://www.travelblog.it/post/9301/le-immagini-del-travel-photographer-of-the-year-2009?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=Feed%3A+travelblog%2Fit+%28travelblog%29" target="_blank">http://www.travelblog.it</a></p>


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		</item>
		<item>
		<title>Concorso internazionale di design “Roaming Rome. moving design”</title>
		<link>http://www.ierasmus.com/italia/viaggi/concorso-internazionale-di-design-%e2%80%9croaming-rome-moving-design%e2%80%9d/</link>
		<comments>http://www.ierasmus.com/italia/viaggi/concorso-internazionale-di-design-%e2%80%9croaming-rome-moving-design%e2%80%9d/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 07 Dec 2009 11:42:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>qualcuna</dc:creator>
				<category><![CDATA[borse e concorsi]]></category>
		<category><![CDATA[viaggi]]></category>

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		<description><![CDATA[LivingRoome, in collaborazione con Messe Frankfurt – Ambiente Italia, bandisce un concorso per la progettazione di:
- oggetti da viaggio o per spostamenti di breve tempo, sia tecnologici, che di utilità e di “affetto”. Oggetti che riportino, indipendentemente da dove uno si trovi, a un luogo della memoria, tecnologica, digitale e affettiva. Oggetti per la persona e per il luogo che la ospiterà e che li ospiterà.
In alternativa
- piccoli set per la vendita ambulante e capillare di oggetti per il viaggio (utilizzando mezzi base quali la bicicletta, lo scooter, l’apecar, l’auto ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>LivingRoome, in collaborazione con Messe Frankfurt – Ambiente Italia, bandisce un concorso per la progettazione di:<br />
- oggetti da viaggio o per spostamenti di breve tempo, sia tecnologici, che di utilità e di “affetto”. Oggetti che riportino, indipendentemente da dove uno si trovi, a un luogo della memoria, tecnologica, digitale e affettiva. Oggetti per la persona e per il luogo che la ospiterà e che li ospiterà.<br />
In alternativa<br />
- piccoli set per la vendita ambulante e capillare di oggetti per il viaggio (utilizzando mezzi base quali la bicicletta, lo scooter, l’apecar, l’auto elettrica…), al di fuori della logica del gadget, per una nuova “microdistribuzione” del design, che nella vendita di oggetti di utilizzo quotidiano sta riscontrando un buon successo.<br />
La richiesta del bando nasce dalla considerazione che viviamo un periodo contraddistinto da un movimento continuo dato dallo spostarsi per motivi di studio, lavoro, affetto, così come da un flusso continuo di informazioni.<br />
E nello spostarsi ogni persona porta, immagina o anela a “oggetti cari”. È il tema delle sculture da viaggio di Bruno Munari, ma anche di apparecchi elettronici, oggetti personali, e molto altro ancora su cui il concorso intende indagare e riflettere.<br />
Se questo è l’aspetto legato alla persona, il nomadismo va anche inteso in “rapporto” alla persona, cioè come questa viene raggiunta dagli oggetti del sentimento, del viaggio, dell’aiuto allo spostarsi (ah quante cose dimenticate in questo viaggio… si pensi alle macchine fotografiche usa e getta). Si assiste alla rinascita di una distribuzione capillare, con apecar, risciò e altri mezzi che pur emanati dalla grande distribuzione la negano per riappropriarsi del quartiere, e il quartiere, non più il luogo spaesante, è sempre più meta di un nomade-stanziale, di una persona che viaggia e cerca nelle città che frequenta per lavoro, un luogo di affezione.<br />
La partecipazione è aperta a:<br />
a) categoria professionisti: progettisti italiani e/o stranieri quali designer, architetti o ingegneri iscritti ai relativi albi, indipendenti o interni ad aziende se autorizzati da quest’ultime.<br />
b) categoria studenti: studenti delle Facoltà di Architettura e Ingegneria e delle Scuole di design nazionali e internazionali.<br />
Il montepremi complessivo è di 10.000 euro che sarà così ripartito:<br />
a) categoria professionisti<br />
1° premio € 5.000<br />
2° premio € 2.500<br />
3° premio € 1.000<br />
b) categoria studenti<br />
premio € 1.500<br />
Gli elaborati dovranno essere consegnati attraverso uploading on line al sito ufficiale entro le ore 17.00 del giorno 11 gennaio 2010. Per partecipare al concorso è necessario iscriversi entro il 31 dicembre 2009. L’iscrizione è gratuita.</p>
<p><strong>Informazioni:</strong><br />
Segreteria del concorso Roaming Rome<br />
Viale Regina Margherita, 302 Roma<br />
Tel/Fax: 06 42903957<br />
<em>roaming@signdesignroma.it</em></p>


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		<title>Identità europea low cost</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Sep 2009 10:08:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>qualcuna</dc:creator>
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I viaggi a basso costo sono diventati una realtà della vita quotidiana dei giovani europei, anche se la consapevolezza delle conseguenze che provocano sull’ambiente potrebbe rallentare la crescita dell’ancora fragile identità europea che si sta creando tra i cittadini dell’Unione.
Questa era di vettori a costi contenuti non è probabilmente considerata con uguale positività dai 700 passeggeri della compagnia aerea low cost irlandese Ryanair, lasciati a terra all’aeroporto londinese di Stansted.
Il 2 agosto, la mancanza di personale ha impedito ai viaggiatori di effettuare il check-in dei bagagli prima della partenza dei ...]]></description>
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<p id="intro">I viaggi a basso costo sono diventati una realtà della vita quotidiana dei giovani europei, anche se la consapevolezza delle conseguenze che provocano sull’ambiente potrebbe rallentare la crescita dell’ancora fragile identità europea che si sta creando tra i cittadini dell’Unione.</p>
<p>Questa era di vettori a costi contenuti non è probabilmente considerata con uguale positività dai 700 passeggeri della compagnia aerea low cost irlandese Ryanair, lasciati a terra all’aeroporto londinese di Stansted.</p>
<p>Il 2 agosto, la mancanza di personale ha impedito ai viaggiatori di effettuare il check-in dei bagagli prima della partenza dei loro voli, richiedendo l’intervento della polizia per difendere i dipendenti aeroportuali dalle loro ire. Queste persone saranno ancora disposte a correre questi rischi per volare a prezzi stracciati? Ciò nonostante, l’esistenza di ben 62 compagnie low cost rende i viaggi a basso costo una parte essenziale dell’infrastruttura europea.</p>
<p><strong>L’accesso a prezzi bassi favorisce l’accesso all’identità europea</strong></p>
<p>Per Nick Winterton, che vive nella zona di Camden Town a Londra da molti anni, i voli a basso costo sono stati come una manna dal cielo. Recentemente, con la sua compagna, ha comprato una seconda casa nella città catalana di Tossa de Mar, in Costa Brava. «Quando abbiamo iniziato a viaggiare in Europa da soli, senza acquistare pacchetti vacanza, pensavamo che 200 sterline (235 euro) per un volo di andata e ritorno fossero un prezzo conveniente. Non voglio neanche pensare a quanti soldi siano al giorno d’oggi». Oggi, i voli low cost ci permettono di avere una vita in più di una nazione. «Andiamo sempre in Spagna in aereo e di solito voliamo con Ryanair a Girona», spiega Nick. In questo periodo, un volo dall’aeroporto di Londra Luton a Girona tra il 31 di agosto e l’8 di settembre con Ryanair costa 21,23 sterline (25 euro), un prezzo ridicolo se si viaggia solamente con il bagaglio a mano. Inoltre, non ci sono altre compagnie aeree che volano direttamente da Londra a Girona.</p>
<p>La possibilità di accedere a tariffe così basse, per persone come Nick, ha prodotto una crescita del traffico aereo in Europa. Secondo l’associazione delle compagnie aeree europee, il numero di passeggeri sui voli interni europei è aumentato del 50% negli ultimi dieci anni. Questo, insieme all’abolizione delle frontiere nell’area Schengen e la liberalizzazione dei trasporti aerei, entrambi introdotti in Europa negli anni novanta, ha cambiato il modo di viaggiare, e il suo scopo, fino a proporsi come un modo di essere. Muoversi in Europa facilmente e a buon mercato è diventata una caratteristica principale di quell’identità europea che si sta diffondendo. Prendiamo l’esempio di Kai Andrea Saouthoff, che vive e lavora a Hannover, nel nord-ovest della Germania, e che da molti anni mantiene un forte legame con il Portogallo. «Ho studiato e lavorato a Lisbona», ci racconta. «Mi sono innamorata di questa splendida nazione dove, almeno una volta l’anno, vi passo un mese di vacanza».</p>
<p>Nonostante Kai non viva in Portogallo, vi ci si identifica fortemente. «Non mi sento come una straniera grazie anche al fatto che, negli anni, ho imparato a parlare il portoghese molto bene e ad amare la loro cultura. Sono contenta di essere tedesca ma, adorando il Portogallo così tanto, il fatto di essere europea diventa molto importante».</p>
<p><strong>Protezione dell’ambiente o voli low cost, questo è il problema</strong></p>
<p>In ogni modo, le possibilità per Kai di mantenere questi contatti internazionali sono limitate. «Ho viaggiato verso il Portogallo usando ogni tipo di trasporto. Mi piace usare il treno, è un modo di viaggiare semplice, ma richiede troppo tempo per arrivare fin là. Preferisco passare più giorni sul posto che in viaggio. I voli low cost sono perfetti per spostarsi velocemente, incontrare amici, scoprire nuovi posti e lavorare in altre nazioni, ma purtroppo danneggiano l’ambiente.</p>
<p>Le preoccupazioni riguardo ai danni provocati dagli aerei influenzano sempre di più il dibattito sul futuro del trasporto aereo. Per esempio, il probabile ingresso dell’aviazione nel mercato delle emissioni europeo (<a href="http://www.euets.com/">Eu Ets</a>), che avverrà nei prossimi due anni, fornirà all’industria aeronautica incentivi per ridurre l’emissione di anidride carbonica degli aerei. Ciò avverrà grazie a motori più efficienti, ma provocherà un inevitabile aumento delle tariffe. La risposta può arrivare tramite un cambiamento concreto: l’introduzione di treni ad alta velocità verso più destinazioni così che gli effetti provocati dai viaggi siano assorbiti da un territorio più vasto, riducendo i danni all’ambiente. Sebbene il costo economico e politico dei mezzi di trasporto tradizionali debba essere tenuto in considerazione, gli spostamenti liberi avrebbero poco significato senza mezzi con cui muoversi.</p>
<p>Assieme ad altre soluzioni, come limitare l’espansione degli aeroporti, si corre il rischio di mettere in pericolo quella generale, ma ancora fragile, identità europea che ragazzi come Kai possiedono. In Tossa de Mar intanto, la possibilità di muoversi liberamente tra due nazioni ha permesso a Nick di integrarsi nella vita della cittadina, più che condurre uno stile di vita da immigrato. «Una volta comprato l’appartamento ci siamo sentiti subito più integrati, non più come degli estranei, e siamo entrati a far parte della vita del Paese tanto quanto a Camden. Quando siamo a Tossa e parliamo di andare a casa, intendiamo l’appartamento e non la Gran Bretagna». Questo lascia intuire un’idea d’identità abbastanza complessa. «Spesso mi presento come europeo, ma quando m’incontro con altri europei, e ognuno ritorna ai propri stereotipi, allora torno ad essere il tipico inglese. Sicuramente, l’era dei voli a basso costo ha cambiato le nostre vite in meglio», dice Nick.</p>
<p>Senza la possibilità di viaggiare così facilmente e a buon mercato, provare un sentimento d’identità europea come quello di Nick sarebbe sicuramente più difficile.</p>
<p>Nathan Charlton. Tradauzione: Marco Boscolo (cafèbabel.com)</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.presseurop.eu/it/content/article/87021-identita-europea-low-cost" target="_blank">http://www.presseurop.eu/it/content/article/87021-identita-europea-low-cost</a></div>


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